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Il progetto di allestimento

 

Il progetto di allestimento parte dal titolo della mostra per realizzare un’ambientazione scenografica delle opere esposte con riferimenti propri della tradizione decorativa dei primi del novecento viennese. I quadri ed i disegni che vengono esposti nelle sale sono iconograficamente forti, ma nella maggior parte dei casi di piccolo formato e dunque è stato necessario lavorare con la sovrapposizione di successivi piani prospettici per riuscire a mediare il rapporto fra le opere ed il contesto.

I mezzi espressivi utilizzati nell’allestimento sono volutamente semplici e si è voluto spesso prendere ispirazione dai colori e dalle forme dei principali architetti viennesi contemporanei sia a Schiele e sia agli altri artisti esposti in questa occasione; ad esempio la prima parte delle sale espositive hanno un apparato decorativo fatto di piccoli segni geometrici e da sottolineature perimetrali simili a quelle utilizzate da Josef Hoffmann nei suoi allestimenti, mentre i colori sono chiaramente derivati dalla tavolozza di Otto Wagner, ed alcuni giochi decorativi sono ispirati dalle composizioni utilizzate da Koloman Moser che è stato uno degli esponenti di spicco della Wiener Werkstätte.

La seconda parte dell’esposizione indaga invece le dinamiche più propriamente espressioniste che si declinarono a partire da Schiele e Kokoschka. Per sottolineare meglio questo sottile cambiamento della pittura austriaca, i colori dell’allestimento sono stati qui resi più forti e contrastati con composizioni dei piani visivi spesso asimmetriche, in un tentativo di scomposizione dello spazio che sottolinei le dissonanze di questo periodo storico.

Le ultime due opere di Egon Schiele chiudono la mostra appoggiate ad un allestimento fatto di drappi rossi, che sembrano quasi un sipario fatto del sangue addensato dalle drammatiche vicende di inizio secolo.

Tutta la mostra è accompagnata da un apparato grafico di grande impatto sia per la quantità di informazioni e di riferimenti al periodo storico, sia per i riferimenti decorativi fortemente allusivi, così da coinvolgere ancora di più il visitatore della mostra e fargli rivivere un pezzo inimitabile di storia europea.

 

Arch. Corrado Anselmi

 

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