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La progettazione grafica della mostra

 

Nell’affrontare il progetto grafico e di logotipo della mostra “Schiele e il suo tempo”, si è utilizzato un approccio basato in particolare su due istanze.

Da un lato, la necessità di creare le condizioni più adatte per la fruizione di una mostra che ambisce non solo a “mostrare”, ma anche a inscenare una vera e propria narrazione storico-artistica.

Dall’altro, la volontà di interpretare e restituire lo spirito visivo del tempo, senza appiattirsi in una mera riproduzione della grafica del periodo, pur nella fedeltà al suo profondo significato.

L’obiettivo è stato quindi quello di costruire una cornice che permettesse al pubblico l’ingresso in una dimensione spazio temporale “altra” e che aiutasse una visione consapevole e coerente con il taglio interpretativo della mostra. Si è voluto, quindi, non solo (ri)vestire lo spazio fisico, ma anche e soprattutto lo spazio percettivo dello spettatore, attraverso una struttura visiva di orientamento all’interpretazione. In altri termini si è pensato a questa mostra come a un grande libro dispiegato, in cui i segni, i testi e le fotografie potessero dialogare armonicamente e in maniera non invasiva con le tele, in un discorso unitario e coerente, quasi musicale, di contrappunti, temi e refrain.

Ispirate dall’estetica delle Wiener Werkstätte e filologicamente coerenti con un periodo storico che vedeva la nascita del graphic design del 900, le scelte di motivi grafici e tipografia effettuate sono andate nella direzione opposta a quella di un decorativismo oleografico, per cercare invece di restituire il senso profondo di quella rivoluzione estetica. Un confronto a distanza con Koloman Moser, con le esperienze della rivista Ver Sacrum, ma anche con le straordinarie intuizioni coeve di Charles Rennie Mackintosh e della scuola scozzese (profondamente legata all’esperienza viennese) ha permesso di costruire un apparato grafico che vuole essere non solo un’interpretazione, ma soprattutto un omaggio contemporaneo a un periodo di fervente ricerca e sperimentazione.

 

Arch. Bruno Stucchi

 

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