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Paesaggi e nature morte

Alla ricerca di nuovi orizzonti espressivi, Schiele alterna i temi consueti di ritratti di figure umane con soggetti per lui inediti o quasi: paesaggi e composizioni di oggetti inanimati. Nelle nature morte Schiele osserva e interpreta cose banali, frammenti dell’esistenza quotidiana; per i paesaggi, parte da vedute reali di piccole città o villaggi (servendosi anche di cartoline o fotografie), ridefinendole in modo del tutto personale. Spesso si tratta di vedute dall’alto verso il basso, da un ideale punto panoramico rialzato; uno dei luoghi preferiti è l’antico centro monumentale di Krumau sulla Moldava, in Boemia, cittadina d’origine della madre.

Per un artista come Schiele, ossessionato dalla raffigurazione del corpo umano, la scelta di dipingere paesaggi urbani silenziosi e totalmente deserti, in cui non compare nessun essere vivente, è un segno evidente della ricerca di un’alternativa radicale. Schiele rinuncia del tutto alle regole della prospettiva classica, e anche alle conquiste luministiche e atmosferiche dell’impressionismo: nei suoi paesaggi urbani le case si addensano in file fitte e serrate, blocchi geometrici che si incastrano l’uno nell’altro come in un gioco di cubi colorati, seguendo un nitido tracciato grafico.

 

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Egon Schiele

Krumau an der Moldau (La piccola cittą)

1913-1914
olio su tela, 99,5x120,5 cm

 

Egon Schiele

Muro e casa davanti a un pendio con steccato

1911
olio su tela, 52x43,7 cm

 

Egon Schiele

Natura morta (Scrittoio)

1914
olio su tela, 117,5x78 cm