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A.E.I.O.U.

Il più antico significato delle cinque vocali era legato alla presunta frase in tedesco pronunciata dall’imperatore Federico III in punto di morte (1493): ”Alles Erdreich Ist Österreich Untertan”, tutto il mondo è sottoposto all’Austria. In alternativa, si proponevano frasi in latino: “Austriae Est Imperare Orbi Universo” (spetta all’Austria comandare il mondo intero) oppure “Austria Erit In Orbe Ultima” (l’Austria sarà l’ultima del mondo, ovvero sarà l’ultima nazione a sopravvivere al declino di tutte le altre).

La misteriosa frase racchiude la peculiarità e l’unicità dell’Austria: tutti gli artisti di Vienna alle soglie del Novecento avevano la consapevolezza di essere “austriaci”, di appartenere cioè a un impero antico e solenne, ma anche composito e in precario equilibrio.

Nonostante la sempre più evidente distanza tra l’insegnamento tradizionale dell’Accademia e le spinte innovatrici dei giovani artisti, il panorama della cultura figurativa viennese mostra una notevole compattezza, e si configura come una vera e propria “scuola”, aperta a contributi eclettici. Come mostra il primo autoritratto, ancora da adolescente, Schiele si affaccia in un contesto culturale ricco di tradizione, ma anche in pieno fermento: ne sono un esempio i paesaggi di Carl Moll e gli studi di luce sui covoni di Leopold Blauensteiner.

 

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Leopold Blauensteiner

Paesaggio con covoni

1902-1903
olio su tela, 37,5x50,5 cm

 

Carl Moll

A Schönbrunn

1910 circa
olio su tavola, 32x23 cm

 

Egon Schiele

Foresta di Auwald in inverno

1907
olio, matita su cartone, 25x17,8 cm

 

Egon Schiele

Autoritratto da sinistra

1906
matita su carta,146x122 mm