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Tra Klimt e Freud

Il primo decennio del Novecento segna la completa affermazione di Gustav Klimt sulla scena artistica viennese. Il Beethovenfries, eseguito con una tecnica preziosa all’interno della Secession, mette a tacere ogni polemica e ogni riserva accademica sulla sua genialità. Come dimostrano le opere esposte in questa sala, Klimt associa una straordinaria immediatezza nel disegno dal vero con una sofisticata tessitura di colori, inseriti come tessere di un iridescente mosaico: ne è uno splendido esempio L’arrivo del temporale (Il grande pioppo II), un paesaggio primaverile dominato dal rosso dei papaveri che contrasta con le nuvole incombenti.

Tuttavia, forse nessun dipinto dell’epoca corrisponde alla “messa a nudo” dell’uomo operata dalle nuove teorie freudiane meglio del grande Autoritratto di Richard Gerstl: un artista di impressionante energia e originalità, la cui carriera solitaria e contrastata verrà drammaticamente interrotta dal suicidio nel 1908. All’aprirsi del Novecento infatti, le pubblicazioni e le innovative terapie del dottor Sigmund Freudche si affacciano sui labiriniti della psiche e delle sessualità, scuotono il mondo scientifico e la buona società viennese.

 

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Gustav Klimt

Donna seduta

1910 circa
matita rossa, rialzi di bianco su carta, 553x364 mm

 

Richard Gerstl

Ritratto di Henryka Cohn

1908
olio su tela, 147,9x111,9 cm

 

Gustav Klimt

L’arrivo del temporale (Il grande pioppo II)

1903
olio su tela, 100,8x100,7 cm

 

Richard Gerstl

Autoritratto con busto nudo su fondo blu

1904-1905
olio su tela, 159x109 cm

 

Gustav Klimt

Nudo disteso col busto coperto rivolto a sinistra

1917
inchiostro e penna su carta; 353x551 mm