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Misticismo

Tra il 1912 e il 1913, Schiele si trova a vivere sentimenti contrapposti. Dalla detenzione emerge un senso di purficazione, che lo porta a dipingere più volte il tema della maternità (si veda il dipinto Madre cieca), a interpretare i segni misteriosi della natura (l’Albero autunnale mosso dal vento è sul sottile limite tra simbolismo e astrattismo) e a immedesimarsi nella figura di un monaco medievale, di un asceta mistico.

La grande tela con Glieremiti, uno dei capolavori assoluti della sua produzione, è insieme un omaggio a Klimt e una testimonianza toccante dello stato d’animo di Schiele. Sotto forma di un unico corpo monumentale, i due monaci fusi insieme e avvolti in severi sai bruni sono Schiele stesso e il più anziano Klimt: figure austere e solenni, che comunicano un senso di energia e di concentrazione.

Schiele continua a considerare Klimt un punto di riferimento importante, ma non si sente attratto dal brillante senso decorativo del collega più anziano.

 

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Egon Schiele

Albero autunnale mosso dal vento (Albero d’autunno II)

1912
olio su tela, 80x80,5 cm

 

Egon Schiele

Gli eremiti

1912
olio su tela, 181x181 cm

 

Egon Schiele

Madre cieca

1914
olio su tela, 99x120 cm