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1914. Sarajevo
Il 28 giugno del 1914, durante una visita ufficiale in Bosnia, viene ucciso a Sarajevo l’arciduca Francesco Ferdinando, nipote dell’imperatore Francesco Giuseppe ed erede al trono degli Asburgo. Come conseguenza dell’attentato di Sarajevo, l’Austria dichiara guerra alla Serbia, è l’episodio che dà inizio alla prima guerra mondiale. Si formano due schieramenti contrapposti: da una parte l’impero asburgico e la Germania; dall’altro, la coalizione che comprende Francia, Gran Bretagna e Russia. Vengono richiamati alle armi vari pittori presenti in questa mostra: Faistauer, Gütersloh e Kokoschka, che verrà anche ferito e decorato al fronte. Kolig e il più anziano Egger-Lienz vengono reclutati come “pittori di guerra”, con il compito di dipingere dal vero episodi e scene del conflitto.
L’avvicinarsi della guerra cade in un periodo di profondi cambiamenti nell’arte europea, e la scuola viennese riflette l’evoluzione delle tendenze figurative. Kolo Moser ritorna alla pittura, alternando l’attività di grafico e di progettista, aprendosi a temi e soggetti sempre nuovi; il tirolese Egger-Lienz propone dipinti monumentali, in cui le figure dei contadini, dai volumi semplificati e solidi, assumono una nobiltà quasi sacra; Kolig e Oppenheimer, invece, hanno una peculiare sensibilità verso il colore e la pennellata, esaltata dall’uso di fondali cromatici mossi e luminosi.
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Max Oppenheimer
Ritratto di Tilla Durieux
1912 circa
olio su tela, 95,5x78,9 cm
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Anton Kolig
Giovane seduto (Al mattino)
1919
olio su tela, 152x93,1 cm
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Albin Egger-Lienz
Il pranzo (o La minestra) seconda versione
1910
olio su tela, 91x141 cm
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Koloman Moser
Venere nella grotta
1914 circa
olio su tela, 149x98,5 cm
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Anton Kolig
Ritratto del capitano Boleslavski
1916
olio su tela, 56,7x43,7 cm
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Anton Faistauer
Paesaggio a Wachau
1913
olio su tela, 66,4x82,3 cm
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